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Biflores  è un integratore alimentare a base di Lactobacillus rhamnosus, Saccharomyces Boulardii, Inulina, Vitamina D3 e Vitamina B6 che in qualità di probiotico favorisce l'equilibrio della flora batterica intestinale e, come simbiotico, contribuisce positivamente al buon funzionamento delle cellule intestinali.  

Il termine disbiosi identifica una generica alterazione della flora batterica umana; per questo è normalmente seguito da un aggettivo che specifica il distretto corporeo interessato (disbiosi vaginale, disbiosi cutanea, disbiosi orale ecc.).

Quando invece si parla semplicemente di disbiosi, si fa in genere riferimento ad un’alterazione della microflora, prevalentemente batterica, che alberga nell’ intestino umano, sopratutto in quello crasso (disbiosi intestinale). A tale livello è infatti presente una straordinaria quantità e varietà di microrganismi; basti pensare che in un grammo di feci si rivengono circa 100 miliardi di batteri.

Flora batterica intestinale

Ogni giorno, la pubblicità ci ricorda quanto sia importante il normale equilibrio di questa flora batterica, in cui dovrebbero prevalere i cosiddetti simbionti, batteri amici dell’organismo che ostacolano la proliferazione dei patogeni, migliorando la funzionalità della mucosa intestinale e, di riflesso, la salute dell’intero organismo.

Nonostante l’importanza della flora batterica intestinale, spesso la disbiosi non viene considerata una vera e propria malattia, almeno dalla medicina ufficiale; per contro, tra i fautori degli approcci alternativi alla salute umana, si registra un’ossessiva attenzione nei suoi confronti, dato che viene spesso chiamata in causa come elemento scatenante di svariati disturbi e patologie. Tra questi, un ruolo di primo piano è ricoperto dalle intolleranze alimentari, dagli squilibri del sistema immunitario e dalle relative conseguenze (aumentata suscettibilità ad infezioni, allergie, malattie autoimmuni ecc.), patologie fungine (in particolar modo la candida), disturbi dell’alvo (diarrea, stitichezza, meteorismo, flatulenza, crampi addominali ecc.), infezioni genitali e urinarie, carenze nutritive (soprattutto di vitamine e minerali), predisposizione ai tumori del colon-retto, e bassa efficienza fisica con senso di debolezza.

cause della disbiosi

La flora batterica intestinale è una sorta di impronta digitale, dato che varia in maniera più o meno sensibile da individuo ad individuo. Siamo noi stessi, infatti, a selezionare inconsapevolmente le specie batteriche ospitate nell’intestino, in base soprattutto alle caratteristiche della nostra alimentazione. La flora batterica intestinale, infatti, vive perlopiù di residui di cibo inassorbiti, ed ogni ceppo batterico ha esigenze nutritive specifiche. Nell’individuo in salute, l’origine di un eventuale disbiosi va quindi ricercata soprattutto nell’alimentazione: diete monotematiche, eccessi alimentari, come quello di zuccheri, alcol o carne, insieme alla carenza di alimenti vegetali, sono senza dubbio le cause più comuni. Spesso, vengono chiamati in causa anche alcuni additivi alimentari e residui ormonali od antiparassitari, che possono essere rinvenuti, rispettivamente, negli alimenti carnei od in quelli vegetali. La medicina ufficiale, comunque, dà scarsa importanza all’eziopatogenesi alimentare della disbiosi, attribuendole cause d’origine perlopiù iatrogene (farmaci), o patologiche. Atre possibili cause di disbiosi vanno quindi ricercate nei farmaci, soprattutto in caso di terapie antibiotiche, antiacide con inibitori della pompa protonica, abuso di lassativi o trattamenti ormonali. Infine, tra le possibili componenti patologiche, che influiscono negativamente sulla funzionalità del sistema digerente, ricordiamo le malattie epatiche, pancreatiche, gastriche (ipocloridria) e delle vie biliari, i disordini di malassorbimento (celiachia, intolleranze varie come quelle al lattosio) e le varie patologie enteriche (infezioni, parassitosi, diverticoli, fistole ecc.). Da non sottovalutare, comunque, anche il possibile contributo di cause neurogene (stress, depressione, ansietà ecc.), data la stretta e ben documentata connessione tra cervello ed intestino.

SINTOMI

I sintomi della disbiosi intestinale sono numerosi e si relazionano alle funzioni che i microrganismi svolgono all’interno del nostro corpo: prevalentemente digestiva e immunitaria. Infatti, dal punto di vista digestivo, i batteri sono fondamentali per la fermentazione della fibra, che non viene invece digerita nell’intestino dell’uomo. Questo processo porta di consguenza alla produzione di energia e di substrati utili all’ospite, tra cui è bene ricordare i SCFA (acidi grassi a corta catena) che hanno un importante effetto trofico sulle cellule intestinali, favorendone la proliferazione e pertanto la rigenerazione. Sembra inoltre che il butirrato (uno degli SCFA prodotti dalla flora batterica intestinale) permetta la conversione delle cellule da un fenotipo neoplastico a uno non neoplastico. Inoltre i batteri della flora batterica intestinale risultano essere la prima barriera alla colonizzazione del nostro corpo da parte di batteri patogeni: pertanto un microbiota sano ci rende più forti. Negli ultimi anni numerose ricerche si sono susseguite e hanno evidenziato la correlazione tra disbiosi intestinale e numerose patologie, tra cui il cancro, l’artrite reumatoide, la spondiloartrite, la sarcopenia, il diabete mellito di tipo 1, la sindrome metabolica, la steatosi epatica non alcolica, la demenza, i disturbi pancreatici, l’intestino irritabile e molte altre. In generale si stima che la disbiosi sia collegata a un aumento dell’infiammazione, che oggi sappiamo essere alla base di quasi tutte le patologie croniche. Pertanto risulta molto importante prendersi cura del nostro microbiota e non trascurare i tipici sintomi della disbiosi, che sintetizziamo di seguito: Problematiche digerenti che si associano a gonfiore post prandiale ed eventuale alitosi; Problematiche collegate alla regolarità intestinale (stitichezza o diarrea); Gonfiore e dolori intestinali; Maggiore suscettibilità alle infezioni (es. candidosi o cistiti).

Rimedi uitli contro la disbiosi

I rimedi naturali Il rimedio più utilizzato per la disbiosi intestinale sono i probiotici (tra cui si ricorda il Lactobacillus Rhamnosus)  . I probiotici sono organismi vivi che, se somministrati in quantità adeguata, apportano benefici alla salute dell’ospite. In pratica i microrganismi che colonizzano il nostro intestino possono essere somministrati anche per via orale laddove quel determinato ceppo batterico risulti carente o utile. Attualmente i ceppi batterici che è possibile integrare per via orale appartengono alla specie dei Lattobacilli, dei Bifidobatteri, degli Streptococchi, oltre al Saccharomices Boulardi, un lievito antagonista della Candida. Oltre ai probiotici, di fondamentale importanza sono anche i prebiotici, delle sostanze che permettono ai microrganismi della flora batterica di accrescersi e nutrirsi. Tra i prebiotici ricordiamo l’inulina e i FOS. A tal proposito desideriamo sottolineare che la radice di cicoria risulta ricca in inulina e può pertanto essere consumata per migliorare la propria flora batterica.

Dal punto di vista dei rimedi naturali riteniamo importante citare:

Aglio orsino: l’aglio orsino si è rivelato utile in caso di infezioni micotiche per la sua capacità di influenzare positivamente la flora batterica “buona” permettono di riacquistare le capacità immunomodulanti. Esso può essere assunto in tintura madre oppure come infuso.

Aloe vera: anche questa pianta esercita un effetto benefico sulla flora batterica intestinale e può essere assunta come succo nella misura di 2 cucchiai per 2 o 3 volte al giorno.

Camomilla: l’estratto di camomilla è in grado di regolarizzare la composizione della flora batterica intestinale e di inattivare le tossine batteriche di eventuali batteri patogeni.

Infine, ricordiamo l’utilità di alimenti probiotici e prodotti fermentati, che contengono al loro interno una grandissima quantità di batteri e che possono venire assunti regolarmente attraverso la comune dieta. Tra questi prodotti ricordiamo quelli più conosciuti: yogurt, kefir di latte o di acqua, miso e verdure lattofermentate.

In generale fondamentale è curare la propria dieta. L’assenza di prodotti vegetali e in particolare di frutta e verdura risulta deleteria per il benessere della nostra flora batterica intestinale. D’altra parte sembrerebbe che i prodotti industriali, ricchi di conservanti e altri additivi esercitino un’azione negativa. Un altro aspetto da tenere sotto controllo sono gli zuccheri: un’alimentazione eccessivamente elevata di zuccheri semplici può contribuire alla crescita eccessiva di specie batteriche, tra cui quelle patogene. L’alimentazione inoltre dovrebbe sempre essere personalizzata in base ai sintomi riportati. Molto spesso la disbiosi si correla infatti a un eccesso fermentativo e l’aumento di fibre e di alcuni zuccheri fermentiscibili potrebbe aggravare la situazione. In particolare è necessario sottolineare che alcuni cibi “sani” contengono elevate dose di FODMAPs, un acronimo che significa monosaccaridi, disaccaridi, oligosaccaridi fermentiscibili e polioli. Il consumo eccessivo di questi alimenti può concludersi con un’iperfermentazione batterica e l’insorgenza di fastidi intestinali.

In caso di disbiosi, prima di procedere all’utilizzo di qualsiasi rimedio, è importante rivolgersi a uno specialista che possa indicarvi la strada più corretta, onde evitare un peggioramento

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