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Visbrain è un integratore alimentare a base di Citicolina, Alfa-Lattoalbumina, SAME S-Adenosyl-L-Metionina, Acetil-L-Carnitina, Vitamina B12, Arginina AKG, Acido Folico  Ginseng. Visbrain si propone una utile integrazione nutrizionale di sostanze funzionali che possono generare stimoli sinergici/sommatori per migliorare funzioni cerebrali fondamentali.  

La S-adenosil-L-metionina (SAM-e) è un composto naturale prodotto dall’organismo, di primaria importanza per il funzionamento corretto di almeno 40 principali serie di reazioni biochimiche (cicli biochimici, ovvero processi chimici all’interno dell’organismo) e indirettamente coinvolto in molti altri. Tra le funzioni svolte dalla SAM-e a livello di organismo abbiamo, tra le altre, il contributo dato nella sintesi (produzione) dei neurotrasmettitori cerebrali, la sua azione in qualità di coenzima (cofattore) in molte reazioni di natura chimica; la stretta collaborazione con altri nutrienti per migliorare lo stato di salute del fegato e, infine, il ruolo svolto come “donatore di metile”, ovvero la cessione di un gruppo metile (unità dei composti chimici organici) ad altre sostanze per andare incontro agli specifici bisogni dell’organismo.

La sintesi di SAM-e avviene quando l’organismo combina l’aminoacido essenziale metionina, ricavata da fonti alimentari o da dagli integratori dietetici, con l’adenosin trifosfato (ATP), la principale molecola energetica dell’organismo. In questa specifica condizione, la SAM-e, talvolta definita come “metionina attiva” è pronta all’uso per molti processi organici. La quantità di SAM-e a disposizione dell’organismo, come peraltro vero per molti importanti nutrienti, diminuisce con l’età. Basse concentrazioni di SAM-e sono state legate a patologie quali l’osteoartrite (osteoartrosi), la depressione, la fibromialgia, molti disturbi di natura epatica, le emicranie, oltre che l’apprendimento legato all’età e a mancanza di memoria.

Fortunatamente, si è visto come l’integrazione di SAM-e sia in grado di migliorare tutte queste patologie. Includere la SAM-e tra gli integratori assunti quotidianamente è, in effetti, una buona idea, perché la quantità di SAM-e che si ricava dalle fonti alimentari è veramente esigua. Ci sono due ragioni di ciò: per prima cosa, tutti gli organismi viventi producono una bassissima quantità di metionina attiva, da utilizzare nel processo di metilazione e in altre reazioni di natura biochimica. Quando la SAM-e viene utilizzata, essa perde il proprio gruppo metile (gruppo metilico) e non può, quindi, essere riutilizzata. In secondo luogo, la SAM-e, nella forma in cui essa è presente negli organismi viventi, è una molecola altamente instabile. Quando la carne viene conservata, sottoposta a processi di trasformazione o cucinata, la SAM-e subisce dei processi di disgregazione, per cui si decompone in altri composti e, di conseguenza, quando consumiamo le proteine provenienti dall’alimentazione, è molto improbabile che esse contengano una qualsiasi percentuale di SAM-e. Potreste pensare che, dal momento che le proteine alimentari – che sono composte da aminoacidi – contengono metionina, l’integrazione di questi aminoacidi essenziale o l’ingestione di una maggiore quantità di proteine potrebbero essere sufficienti ad aumentare il libello di SAM-e nell’organismo. Sfortunatamente, non è così. Sebbene il consumo di una dieta a basso contenuto proteico possa ridurre la capacità di sintesi della SAM-e da parte dell’organismo, l’ingestione di grosse quantità di proteine non aumenterà necessariamente la produzione di SAM-e e potrebbe anche avere delle reazioni negative, quali l’aumento dei prodotti di scarto derivanti dal processo di disgregazione proteica. Questo comporterebbe un ulteriore carico sul fegato e sui reni, organi che agiscono da filtro nei confronti di queste tossine. Inoltre, l’aumento dei livelli di metionina nella propria dieta dovrebbe corrispondere ad un maggior apporto delle vitamine B6, B12 e dell’acido folico, necessari per la trasformazione della metionina in SAM-e. E’ molto più semplice e sicuro assumere degli integratori di SAM-e che aumentare il proprio apporto proteico o ricorrere ad integratori di metionina.

Proprietà e benefici della sam-e

CAMPI D’AZIONE DEL SAMe

La SAMe è già da tempo conosciuto per i suoi effetti benefici nel trattamento della depressione. Numerose evidenze cliniche hanno dimostrato che ls SAMe può essere efficace anche nel trattamento delle condizioni di algie dovute alla Fibromialgia, nel trattamento dell’Osteoartrite e del Morbo di Parkinson.

FIBROMIALGIA

La Fibromialgia è uno dei più comuni disturbi che vengono riscontrati dai reumatologi. Questo disturbo appartiene alla famiglia delle patologie caratterizzate da una iper-reazione a ciò che è considerato uno stimolo normale, così come l’insonnia, il colon irritabile, l’emicrania etc. La Fibromialgia è un disturbo tipico della civiltà occidentale, ed è spesso collegata alla sindrome da fatica cronica.

Vi sono quattro studi realizzati a doppio cieco sul SAMe, tre dei quali hanno dimostrato l’efficacia di questa molecola nel trattare questo disturbo.

Quelle persone che hanno assunto il SAMe, in confronto con quelle che hanno assunto il placebo, hanno avuto dei risultati incoraggianti nel migliorare il dolore a riposo, la fatica, la rigidità mattutina ed il miglioramento del tono dell’umore, tipici di questa patologia sconcertante.

L’American Journal of Medicine ha concluso che il trattamento con il SAMe è valido nei pazienti affetti da Fibromialgia, perché migliora lo stato depressivo e riduce il numero dei trigger point (i punti dolorosi specifici e tipici di questa patologia); per questo motivo viene considerato come una sana terapia nella gestione della Fibromialgia primaria, portando non solo benefici anti-depressivi.

Comunque, a tutt’oggi non è ancora chiaro se l’effetto del SAMe nel confronto della Fibromialgia sia dovuto solo al suo effetto sulla depressione, o se abbia altri meccanismi d’azione ben più mirati.

MORBO DI PARKINSON

Vari studi clinici si stanno svolgendo nello studiare la SAMe come trattamento di supporto nel Morbo di Parkinson. Uno studio italiano del 1990 suggerisce che la SAMe può ridurre lo stato depressivo comunemente associato a questa malattia. Inoltre, si è riscontrato che la molecola levodopa, usata per la cura del Morbo di Parkinson, depaupera il corpo di SAMe.

Un altro studio riafferma la sua efficacia nel trattare questa malattia, non solo per ridurre la depressione, ma anche per i suoi effetti benefici sui tremori muscolari e sui disturbi ansiosi associati al Morbo di Parkinson, dovuto alla donazione di gruppi metile ai neuroni, aiutando, di conseguenza, nella disintossicazione cellulare.

Inoltre, il SAMe si è dimostrato essere ben tollerato in questi pazienti ed ha avuto pochi o nessuno effetto collaterale. Tutto ciò ci suggerisce che il SAMe può essere di ausilio per il trattamento di questa malattia.

IL SAMe ED IL FEGATO

Il fegato è l’organo principale in assoluto della nostra salute. Esso ricopre oltre 1500 funzioni biochimiche ed è l’organo primario coinvolto nel liberare il nostro organismo dai veleni. Il SAMe gioca un profondo ruolo nel processo di disintossicazione, il SAMe è il maggiore composto naturale lipotropico che possiamo trovare nel fegato.

In uno studio famoso, fatto in Nuova Zelanda, svolto su pazienti malati di cirrosi epatica, si è riscontrato che il loro fegato era incapace di convertire la metionina in SAMe. A causa di ciò, questi pazienti hanno dovuto assumere questa molecola per normalizzare tutte le altre funzioni epatiche.

Si è dimostrata anche l’efficacia in altre problematiche epatiche croniche, come p.es. danni epatici da assunzione di droghe, acetaminofene, steroidi, alcool e tossine di varia natura.

Nel fegato non troviamo solo il SAMe, che aiuta a disintossicarlo, ma anche un’altra sostanza importante, il glutatione, che è un composto formato da tre aminoacidi (cisteina, acido glutammico e glicina).

Il fatto che sia liposolubile o lipotropico spiega perché può aiutare il corpo a liberarsi di molti veleni e tossine a base grassa, come ad es. molti solventi e pesticidi. Queste tossine sarebbero riassorbite se il glutatione non le convertisse in composti idrosolubili, permettendo, così, all’organismo di liberarsene attraverso la via renale. Il SAMe sembra potenziare l’azione del glutatione, che è cruciale nel migliorare la funzionalità epatica.

Ribadiamo che è bene non auto-prescriversi il SAMe, pur essendo una sostanza naturale e sicura, senza il consiglio e la supervisione del medico o dello specialista.

OSTEOARTRITE

Mentre gli scienziati sono i primi ad ammettere che non si sa esattamente come il SAMe funzioni nel curare l’Osteoartrite, di fatto, è risultato essere molto efficace nel trattarla.

Numerose evidenze scientifiche supportano l’uso del SAMe per trattare l’Osteoartrite. Il SAMe si è dimostrato tanto efficace nel trattare questa patologia quanto i farmaci normalmente utilizzati; in più, si è dimostrato capace di proteggere la cartilagine dall’usura.

Uno studio pubblicato da scienziati spagnoli, nel 1997, suggerisce che il SAMe è efficace nel proteggere le cellule dal TNF (fattore di necrosi tumorale), che senza livelli adeguati di SAMe andrebbe a danneggiare sia le cellule sinoviali che la produzione della proteina matrice nelle articolazioni. Questi due fattori sono coinvolti, intrinsecamente, nel processo artritico che colpisce le cartilagini articolari.

La conclusione di questo studio è che il SAMe potrebbe proteggere le articolazioni contro gli effetti dannosi di sostanze come il TNF.

Un altro studio, svolto nell’Istituto Konig di Medicina Generale in Germania e condotto per 2 anni, ha coinvolto 108 pazienti affetti da Osteoartrite. Lo studio ha portato i seguenti risultati:

Il SAMe ha presentato una buona efficacia clinica ed è stato ben tollerato dai pazienti. Il miglioramento dei sintomi clinici, durante la terapia, era già evidente dopo le prime settimane di trattamento, e ha continuato fino alla fine del 24° mese. Gli effetti collaterali sono stati minimi nel corso dello studio, vi è stato un evidente miglioramento di stati depressivi spesso associati all’Osteoartrite e, infine, la malattia non è progredita.

Degli studi svolti in Italia, su circa 22 mila pazienti in 5 anni, hanno suggerito che la somministrazione di SAMe esercita attività analgesiche e antiflogistiche e stimola, inoltre, la sintesi di proteoglicani benefici ai condrociti (cellule della cartilagine articolare) con pochi o nessuno effetti collaterali sul tratto gastrointestinale e/o altri organi. I risultati sono stati, nuovamente, l’efficacia clinica e l’alta tollerabilità associata all’assunzione di SAMe.

Basati in questi studi, il SAMe potrebbe essere proposto come un prototipo di una nuova classe di farmaci sicuri per il trattamento dell’Osteoartrite.

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